Per non dimenticare.
Questa è la prima ricorrenza, la seconda sarà il 19 Luglio.
Sono passati 20 anni.
In quel 23 Maggio del 92', ricordo una bambina davanti alla tv, il suo papà impietrito, da sempre un grande estimatore del Giudice Falcone.
Avevo 10 anni. E quelle immagini, riviste nel corso degli anni mille volte ancora, non le ho mai dimenticate.
Da bambini non si comprende al meglio il significato di questi eventi, ma da adulti abbiamo il dovere morale di comprendere e ricordare quanto questi grandi Uomini hanno dato al nostro Paese.
Quando parlo di grandi Uomini, mi riferisco non solo al Giudice Falcone, ma anche al Grande Paolo Borsellino, suo caro collega e amico e ai loro angeli, ovvero i loro agenti della scorta, e a tutte le altre persone innocenti che si sono opposte a un mondo corrotto e che hanno pagato con la vita, le conseguenze della loro ribellione.
Quattro anni fa scrissi una lettera pubblicata sul sito del fratello del Giudice Borsellino, il Sig. Salvatore. Ricordo che gli chiesi quando sarebbe finita. Quando, finalmente si sarebbe fatta luce davvero sui misteri che ancora ci sono attorno a queste stragi. Quando, i veri nomi dei mandanti sarebbero saltati fuori.
Servizi segreti, politici, poliziotti corrotti, ancora a piede libero. A vent'anni dalle stragi, ancora si cerca di insabbiare le indagini.
La sua risposta fu bellissima. Asciugare le lacrime, continuare a lottare per la Giustizia, perché arriverà quel giorno in cui riusciremo a sentire il "fresco profumo di libertà" di cui tanto parlava suo fratello Paolo Borsellino, perché lo dobbiamo a lui, al Giudice Falcone e a tutti quelli che in questo Stato ci credevano e che invece hanno perso la vita, perché traditi dal Paese che amavano.
E' per questo che abbiamo il dovere di ricordare queste stragi sempre e comunque.
Questi Uomini ci hanno insegnato grandi valori morali: la giustizia, l'onore, il coraggio, la purezza. Non dobbiamo mai, mai dimenticarlo, ma prenderli da esempio.

























